Mugello&Tuscany  presenta una novità nel proprio panorama di pacchetti turistici: lo chef a domicilio vicino Firenze.

Molte potrebbero essere le ragioni per richiedere il nostro chef a domicilio vicino Firenze. Forse si vuole qualcosa di speciale per una ricorrenza particolarmente importante. Forse si vuole sorprendere parenti ed amici con un’esperienza indimenticabile e coinvolgente. Forse siamo spinti dalla voglia di assaggiare piatti prelibati e conoscerne i segreti direttamente tra le mura di casa.

Certamente l’esperienza dello chef a domicilio vicino Firenze non vi lascerà indifferenti. Immaginate che potrete conoscere i segreti della pasta fatta in casa anche se non si tratta di corso di cucina. Profumi, sapori, riti culinari e tradizioni antiche vi verranno riversati per così dire sulla tavola. Naturalmente ci sono diverse variabili del pacchetto chef a domicilio vicino Firenze.

Una di queste prevede anche l’approntamento di un corso di pasta fresca per un piccolo gruppo di persone. Con questo formato, il vostro chef a domicilio vicino Firenze, vi inizierà ai segreti della pasta fresca base comune della cucina Italiana.

Eccezionale Vermouth del Mugello, proviene da una storica area alle porte di Firenze. Oggi appare celebre in tutto il mondo per il suo autodromo internazionale. E’ anche una zona tra le più verdi e ricche di attrattive nei dintorni di Firenze. L’ottima cucina ha il suo punto forte nei tortelli di patate al ragù, sugo d’anatra o sugo di cinghiale.

Poi il Lago di Bilancino e le molteplici attrazioni storiche fanno di questo piccolo angolo di Toscana una delle mete più amate per le gite fuori porta da Firenze, oltre che meta turistica per visitatori di ogni dove. Da oggi questa zona ha un motivo in più per essere visitata. Alle molte bellezze e specialità da gustare se ne aggiunge anche una nuovissima da bere.

Questa è una storia che sa di domenica, dei sapori speciali che, per la festa, preparavano i nonni.  Non solo ma prima ancora di loro, i nonni dei nonni. Vogliamo riportarvi alla memoria la buona pasta toscana dei ricordi. Sì, perché 150 anni di storia coprono tante generazioni. Essi raccontano una lunga tradizione che il Pastificio Monti ha saputo traghettare, dal 1867 a oggi.

Il 1867 sigla l’inizio ufficiale dell’attività del Pastificio Monti. In quell’anno, per la prima volta, risulta iscritto alla Camera di commercio di Pistoia. Tuttavia  probabilmente esisteva già da prima, come ci racconta Gianni Scognamiglio, attuale direttore dell’azienda.  «La tradizione della pasta fatta in casa non è nata in un giorno, era qualcosa che apparteneva alla famiglia. La famiglia la faceva per sé e magari serviva qualche bottega nei dintorni. Tra famiglia e azienda, un tempo, il confine era sottile: si viveva e si lavorava tutti insieme. Da lì è nata un’azienda di famiglia che, in tanti anni, ha conquistato la fiducia delle persone. Molti in Toscana hanno visto crescere la popolarità di questo un marchio leader di mercato. Poi è arrivato il 2006».

Il 2006 è arrivato, come lo snodo di un binario, a cambiare tutto e, in fondo, a non cambiare niente. Un anno delicato, in cui le difficoltà del pastificio hanno messo a rischio l’attività e il futuro di un marchio storico. Casualità, fatalità, storie e memorie che si incrociano. A cambiare il corso negativo degli eventi è un ricordo, quello di Aldo Nassi. Tanti anni prima, da bambino, andava al pastificio ogni domenica. In quel laboratorio artigiano pieno di buoni profumi comprava la pasta per il pranzo della festa. La buona pasta Toscana dei ricordi.

Madonna con bambino Giotto da Bondone 1290 circa – Pieve di Borgo San Lorenzo. Tra i capolavori artistici del Mugello non si può tralasciare la Madonna con bambino di Giotto da Bondone. La piccola tavola è collocata nella navata destra della Pieve di Borgo san Lorenzo. Si tratta di un reperto di soli 81,5 cm x 41 cm. Per molti questo dipinto è il più noto tra i capolavori artistici del Mugello. Collocato nella navata destra della Pieve di San Lorenzo, mostra la Vergine Maria. Essa appare rivestita di uno splendido manto blu mentre sostiene il Bambino Gesù. Del bambino purtroppo restano solamente le sue piccole braccia protese ad afferrare l’indice della Madre ed a accarezzarne il volto con tenerezza.

Questo frammento già nell’empireo dei capolavori artistici del Mugello, faceva parte in origine di una Maestà di maggiori dimensioni. Essa si trovava sull’altare maggiore dell’oratorio, vicino alla pieve borghigiana.  L’opera fu rimossa da questa sua sede per essere sottoposta a ripulitura e restauro. Tale azione ha portato alla luce una straordinaria qualità pittorica, un capolavoro di Giotto. L’unico dipinto rimasto in Mugello del grande maestro di Vicchio di Mugello.

Pur nelle ridotte dimensioni appare la plasticità solenne della posa della Vergine col volto non reclinato. La Madonna è viva, pronta a sorreggere e a mostrarci il Figlio, facendoci partecipi della manifestazione sacra.

L’articolo del blog precedente su BSL era incentrato sullo spirito del posto attraverso gli occhi interessati di un borghigiano. In quest’articolo invece voglio presentare Borgo San Lorenzo città d’arte.  E’ innegabile il ruolo di Borgo San Lorenzo città d’arte all’interno del Mugello. Vediamo come si è meritato questo appellativo partendo da un po’ di storia con l’aggiunta di 2 splendide chiese. Ma prima vorrei che vi godeste un’immagine d’insieme del paese attraverso questo breve video

storia
La storia di Borgo San Lorenzo città d’arte ha origini antiche. Nell’epoca romana esisteva un abitato piuttosto fiorente conosciuto con nome di Anneianum. Nel IX secolo il paese entrò sotto la sfera d’influenza della famiglia degli Ubaldini. Nel X secolo passoò sotto il controllo del vescovo di Firenze. Nel basso medioevo l’importanza economica di Borgo San Lorenzo città d’arte cresce considerevolmente. Nel 1351 la repubblica fiorentina dotò il paese di cinta muraria tuttora visibile. L’aspetto di Borgo San Lorenzo città d’arte si trovò così modificato in un assetto più moderno. La struttura delle mura fu ideata a forma rettangolare. Vi si trovavano quattro porte dotate di torri. L’asse viario tagliava longitudinalmente tutto l’abitato. Il punto d’incontro delle 2 vie principali era l’attuale piazza Cavour.

Basilica di San Lorenzo
Essa è rammentata già nel 934 ed è la chiesa romanica più grande del Mugello.
Alcuni dettagli nella muratura hanno suggerito che sorgesse su un preesistente tempio del IV secolo dedicato a Bacco. L’attuale chiesa è il frutto di una ricostruzione del XII – XIII secolo. La pianta è a tre navate divise da colonne e pilastri quadrangolari e una sola, grande abside semicircolare. Il campanile di forma esagonale irregolare, risale al 1263 .

Solitamente quando accompagno qualche turista a visitare Borgo San Lorenzo città d’arte passo sempre dalla pieve. Grande impressione fa sempre notare la costruzione del campanile direttamente sull’abside. Incredibile come per un gioco di forze il peso venga mirabilmente rilasciato a terra. L’eleganza del campanile risalta ancor di più con il piacevole alternarsi di diversi piani in cotto di monofore e bifore. L’interno presenta molti capolavori artistici di cui vogliamo sottolineare i seguenti.

Appena entrati non possiamo non notare la maestosità dell’abside decorata da Galileo Chini.  L’immagine che domina in stile bizantino è del Cristo benedicente fra i Santi Lorenzo e Martino. Galileo Chini è uno dei rappresentanti più illustri dello stile Liberty in Italia e nativo di Borgo San Lorenzo. Sull’altar maggiore si trova un bel Crocifisso ligneo del XVI secolo, proveniente dalla Chiesa di S. Francesco.  Sulla parete di fondo della navata di destra è appeso un crocifisso trecentesco dipinto su tavola. Sul primo pilastro di destra una Madonna su tavola attribuita a Giotto e databile intorno al 1290. Infine seguendo a ritroso la navata destra troviamo una “Madonna in trono col Bambino e Angeli” della scuola di Agnolo Gaddi  circa 1380.

La chiesa di San Francesco
La chiesa è ormai sconsacrata ma è possibile visitarla previo consenso degli attuali proprietari. Numerosi benefattori all’inizio del duecento diedero inizio ad un convento francescano. Si tenga presente che il santo d’assisi era ancora in vita in questo momento. Successivamente nel corso del XIII secolo la comunità conventuale fu oggetto di varie donazioni. Uno di questi lasciti fu di Folco Portinari, padre della Beatrice dantesca, risalente al 1287. Questa circostanza certamente consentì alla numerosa comunità religiosa francescana di iniziare la costruzione di una chiesa più grande.

La vasta chiesa presenta una facciata a capanna edificata in piccole bozze di pietra di cava. Sopra l’ingresso si trova una lunetta ogivale sormontata da una grande monofora a sesto acuta. Di notevole interesse è l’antica stupenda porta trecentesca, in solido legno di quercia. Sulla sinistra si vede la piccola ed elegante facciata della cappella seicentesca dedicata a San Sebastiano.

Entrando restiamo subito colpiti dalla grande navata della chiesa è veramente spettacolare: siamo in presenza di una autentica e preziosa aula predicatoria francescana, con copertura a campate lignee, costruita interamente in laterizio, che conferisce all’intero ambiente un caldo colore rosaceo. L’edificio, in tutta evidenza, ripete l’illustre modello della basilica superiore di San Francesco ad Assisi, anche se nel nostro caso, in omaggio ad una pressoché costante tradizione toscana, si rinuncia all’impiego delle grandi volte a crociera in favore della copertura a campate lignee, di più facile e sicura realizzazione.

Poco oltre la metà dell’aula si trova la grande porta (attualmente tamponata) che collegava la chiesa col chiostro del convento e che mostra uno splendido arco in laterizio. In prossimità dell’ingresso principale si trovano i resti, altamente significativi, di quella che doveva essere l’originaria decorazione pittorica delle pareti, secondo una consuetudine comune alle più importanti chiese francescane. Attualmente si possono ammirare alcuni pregevoli dipinti e delle sinopie di altri importanti affreschi che ricoprivano la parete meridionale.

Usciti dalla chiesa sarà opportuno segnalare, sul fianco destro, la presenza dell’antico portale d’ingresso al convento, purtroppo unico resto della grande recinzione sulla quale si appoggiava il lato occidentale del chiostro (ora completamente scomparso), dei quale rimane solo il perimetro, al cui centro si trova una vera da pozzo poligonale ottocentesca. Rimane l’ingresso alla sala capitolare del convento, composto da due splendide bifore con rosone polilobato e da una grande monofora centrale. I capitelli dei sostegni sono splendidamente scolpiti con motivi vegetali del più puro ed elegante gusto gotico.

 

Conosco molto bene Borgo San Lorenzo re del Mugello. Infatti ho fatto qui il liceo e lavoro qui da 32 anni. L’appellativo di re del Mugello non mi pare per niente esagerato. BSL ha un’invidiabile bacheca di gioielli artistici da mostrare ma non è ancora sufficiente. Ciò che mi colpisce di Borgo S.L. è la vivacità del suo centro storico. Tale vivacità si manifesta naturalmente attraverso una rete di persone legate storicamente in associazioni.

Il teatro Giotto in via Matteotti ha svolto una notevole opera culturale sin dal 1872. La lirica nel Mugello si può dire sia nata proprio a Borgo S.L. L’accademia degli audaci che ha gestito le sorti del teatro, ha poi portato il cinema e i famosi veglioni in maschera durante il carnevale. Borgo è sempre stato un centro più ricco e borghese rispetto al resto del Mugello. Ciò ha prodotto una borghesia più avvezza ad investire tempo e denaro in svago e cultura. Il risultato è che se si passeggia per Borgo durante il Natale si ha l’impressione di essere proprio in un bel paese.

Le luci sono disposte in maniera addirittura artistica per tutte le vie del centro. In via Matteotti e in via Mazzini (Malacoda per i Borghigiani) viene disposto un bellissimo tappeto rosso. I negozi sono addobbati a festa e nel cuore del paese pochi sono gli sporti chiusi. A Borgo San Lorenzo re del Mugello c’è l’idea della bellezza, del divertimento e dell’accoglienza soprattutto a Natale.

Sant’Agata o Santagata è una frazione di Scarperia e San Piero nel Mugello alle porte di Firenze. Già nel V secolo  esisteva a Santagata gioiello del Mugello una chiesa segno di una comunità religiosa stabile. Altre testimonianze risalgono al periodo etrusco. Si tratta di 2 stele del VI secolo a.c. rinvenute proprio vicino al paese alle pendici del Colle sovrastante. Anche il periodo romano ha restituito molte testimonianze di insediamenti rurali e di attività manifatturiere come le cinque fornaci per laterizi e vasellame rinvenute in zona. Questo video introduttivo di soli 2 minuti sarà utile per qpprezzare ciò che incontrerete nelll’articolo.

Intorno al XII secolo, la popolazione di Santagata gioiello del Mugello aumenta significativamente. Di pari passo si assiste anche ad una ripresa delle attività economiche. Esse sono così importanti da richiedere la costruzione di una chiesa assai più imponete e più importante della precedente.

In questo momento Sant’Agata è ormai un nucleo urbano ben strutturato incentrato sulla pieve.  A controllo della viabilità diretta a Bologna, dopo il Mille sorgono due castelli non lontano dal paese verso nord. Si tratta del castello di Ascianello risalente al X secolo e distrutto nel 1260 dai Ghibellini e il più famoso castello di Montaccianico, poderosa fortificazione della consorteria feudale degli Ubaldini. Montaccianico aveva doppia cinta muraria,  e fu distrutto definitivamente nel 1306 dalla Repubblica di Firenze dopo un assedio lunghissimo. Montaccianico è un sito archeologico protetto che è possibile visitare con una guida.

Santagata gioiello del Mugello è il posto ideale per partire in tour escursionistici trekking, MTB, o in bici da strada. Anche il recente percorso della via degli Dei passa da Sant’Agata prima di raggiungere la tappa di san Piero a Sieve. Dopo Sant’Agata verso Galliano risiede a mio parere il pezzo più bello della campagna del Mugello. Qualcosa che la rende unica e diversa ad esempio dalla campagna del Chianti o della Valdorcia. Si percepisce alle spalle la catena degli appennini con monti che arrivano fino a 1300 metri. I passi sono quelli del Giogo e della Futa intorno ai 900 metri.  Scendendo dalla montagna appare tutto un’ecosistema con boschi di faggi, castagni e querce. Poi arriva l’olivo e qualche rada macchia di vigneto. Verso valle un alternarsi armonico di colline e collinette. Poi un laghetto pittoresco con cavalli e pecore al pascolo.  In lontananza il lago di Bilancino. Davvero una meraviglia da provare di persona caro lettore.

Ma entriamo dentro questo meraviglioso paesino per vedere la sua opera più bella in assoluto. Si tratta naturalmente dell’antica pieve romanica di sant’Agata gioiello nel gioiello. Come dicevo sopra, essa fu eretta nel XII secolo sopra una chiesetta paleocristiana del V secolo.  Di quest’ultima chiesa vi sono delle chiare tracce vicino all’ingresso sul pavimento. Le dimensioni notevoli della chiesa rispetto alla modestia dell’abitato si spiegano con la sua posizione geografica ai piedi dell’Appennino.

Da qui partivano due percorsi che già dal sec. XII si dirigevano a Bologna attraverso i Passi della Vecchia e dell’Osteria Bruciata. Tali passi diventarono in seguito il principale collegamento Bologna-Firenze. La funzione della Pieve dunque era anche di assistenza ai viaggiatori, mercanti e pellegrini che valicavano l’Appennino. I pellegrini furono particolarmente numerosi con i Giubilei del 1300 e del 1350.

La facciata a capanna originariamente si presentava con un classico rosone romanico percepibile al di sotto della monofora. Gli stipiti e l’architrave del portale sono in pietra. Sopra si trova una lunetta in serpentino intarsiata con un motivo a croce greca. Sul fianco settentrionale si addossa il campanile turrito a pianta quadrangolare.  Tale campanile attualmente è assai più basso dell’originale a causa del crollo causato dal terremoto del 1542. Anche l’interno è molto bello e si declina in tre navate a capriate terminanti con un’abside a pianta quadrangolare affiancata da due cappelle. Si possono ammirare la scultura raffigurante Sant’Agata in marmo rosa nella contro parete.  Inoltre sull’altare si può ammirare reliquiario di Sant’Agata. Il pezzo più pregiato è  il battistero costituito da sette pannelli intarsiati uniti da cornici scolpite.   Ci sono altri capolavori di cui rimandiamo al sito dei musei di Sant’Agata.

Ma le meraviglie di questo paesino non finiscono qui . Infatti dobbiamo citare almeno altri 4 luoghi d’interesse da non perdere nella visita a Santagata gioiello del Mugello.

Il centro di documentazione archeologica:
Esso documenta i principali rinvenimenti archeologici del Mugello occidentale nel lunghissimo periodo che va dalla preistoria fino all’età moderna. Di notevole interesse la sala della preistoria. Documentato anche il periodo etrusco e romano, oltre a quello medievale. Un grande plastico ricostruisce l’assedio del castello di Montaccianico da parte di Firenze del 1306. Accanto all’esposizione, un villaggio preistorico con capanne ricostruite a dimensioni naturali e arredate con tutti gli oggetti usati per la caccia e per il lavoro. Particolarmente adatto ai bambini ma interessante per tutti.

 

la Raccolta d’arte sacra:
Allestita in un oratorio del 1508, la Raccolta conserva pitture, sculture ed opere d’arte minore provenienti dalla Pieve di Sant’Agata e da tabernacoli e chiese del territorio. Tra le opere principali: “Matrimonio mistico di Santa Caterina”di Bicci di Lorenzo (1430); “Madonna con Bambino e santi” di Jacopo Vignali del 1632; due Angeli oranti in terracotta smaltata bianca di Andrea della Robbia; “Madonna con Bambino e San Giovannino”, terracotta policroma di Giovanni della Robbia(sec.XVI); “San Michele Arcangelo” di Lorenzo Lippi (1606-1665), e l’unica opera conosciuta di Nicholaus “Madonna col Bambino, San Gavino e San Miniato” del 1345. Notevole è anche la tavola d’altare “Madonna col Bambino, San Jacopo e S.Agata” della scuola di Rodolfo del Ghirlandaio. Preziosa, la Croce astile del 1378 in rame dorato.

 

Museo del “Leprino”:
Infine vale la pena specie se ci sono bambini, di vedere la Mostra di vita artigiana e contadina con personaggi in movimento di Leprino. Questa originale esposizione realizzata alcuni decenni fa da Faliero Lepri, conosciuto da tutti col nome di Leprino, ‘riproduce’ in scala il paese di Sant’Agata nel periodo 1920- 1950, con un’attenta ricostruzione di edifici e di strade, di piazze e vicoli. In tali ambienti si ‘muovono’ i personaggi che Leprino ha realizzato in cartapesta e che sono dotati di movimento. Tali personaggi sono intenti nelle loro occupazioni di casa e di lavoro. Troviamo la famiglia intorno al focolare, il ciabattino, l’arrotino, il fabbro, il canestraio…e tante altre scene di lavoro e di vita. Particolarmente adatto ai bambini ma interessante per tutti.

 

Antico Mulino ad acqua del Parrini:
Il mulino ha origini molto antiche, probabilmente medievali, ma documentato solo dal secolo XVI. Fu dal ‘600 di proprietà dei marchesi Salviati, la nobile famiglia fiorentina imparentata coi Medici. Oggi è ancora funzionante grazie alle cure della famiglia Parrini che da 1700 gestisce il mulino. Nel 1700 era presente anche una Gualchiera per la follatura dei panni. Accanto al mulino era attiva da secoli una fornace di laterizi.

per orari e servizi dei musei e dei luoghi d’interesse a Santagata gioiello del Mugello potete scaricare questo file

 

 

Piazza della Signoria è uno dei salotti più belli del mondo su cui l’alta cucina a Firenze si sta assestando. Piazza storica circondata di capolavori di valore assoluto. Basti pensare alla loggia dei Lanzi dotata di un corredo di impressionante di statue.   Su tutte spicca l’originale bronzeo del Perseo e Medusa di Benvenuto Cellini.

Tutt’intorno un’abbondanza di bellezza allo stato puro: il palazzo della Signoria, il David di Michelangelo anche se in copia, la fontana del nettuno dell’Ammannati. Poco più in là la statua equestre bronzea di Cosimo I realizzata dal Gianbologna alla fine del 500.

Dietro la statua si trova il palazzo o tribunale della Mercanzia originariamente creato per dirimere dispute commerciali cittadine. L’origine del palazzo risale a metà del 300 ed ospitava opere di grandissimi artisti quali Taddeo Gaddi, pollaiolo e persino Botticelli. Dal 2011 il palazzo è sede del Museo Gucci, aperto in occasione del novantesimo anniversario del marchio fiorentino Gucci.

Nell’ultimio post di aprile, abbiamo parlato dell’alta cucina a Firenze nel 2018 connessa a Piazza Signoria. Oggi vogliamo introdurvi ad una nuova entry sempre collegata alla stessa bella piazza fiorentina.

Si tratta dei marchesi Frescobaldi che hanno aperto da qualche mese il loro omonimo ristorante proprio in Piazza Signoria. Il gruppo marchesi Frescobaldi nobili a Firenze sin dal XV secolo, di fatto sono diventati una vera e propria garanzia di alta cucina a Firenze.  E’ vero che il marchio è partito originariamente dai vini. Ottimi quelli del Mugello e Valdisieve quali i chianti Rufina castello di Pomino e castello di Nipozzano. Eccellenti i supertuscans delle tenute dell’Ornellaia e del Masseto di Bolgheri nell’alta Maremma toscana.

I Frescobaldi col nuovo ristorante hanno confermato il prorio interesse per uno stile d’alta cucina a Firenze nel 2018. Tale stile si basa su un’impeccabile connubio di caratura mondiale di vini e piatti . Ora che si affaccia su uno degli scenari più belli al mondo, il ristorante è stato concepito in maniera affascinante. Si tratta di un concept stile foyer con divanetti in velluto rosso, specchi e manifesti di vecchie Traviate e Tourandot. L’aria retrò che emana è davvero deliziosa.

La caccia al tartufo in Mugello è diventata l’attività turistica più importante  Noi di Mugello&Tuscany siamo particolarmente attenti a ciò che succede in Mugello soprattutto in campo enogastronomico e turistico.

Effettivamente abbiamo riscontrato un notevole interesse per tutto ciò che gira intorno alla caccia al tartufo in Mugello.

Abbiamo così deciso di presentare un nuovo pacchetto che abbinasse la caccia al tartufo in Mugello e il pranzo a base di tartufo. Naturalmente restano sempre validi anche gli altri pacchetti sul tartufo. Essi restano abbinati ad un corso di cucina sulla pasta fresca tenuto dal nostro chef Cristian Borchi.