Nel blog precedente abbiamo presentato l’eccezionale evento del convegno mondiale delle vacanze avventura. Oggi parliamo di vacanza avventura nel Mugello. Ribadiamo un attimo la portata dell’evento per i nuovi lettori del blog. Ogni anno, i rappresentanti del settore dei viaggi d’avventura si riuniscono durante l’Adventure Travel World Summit (ATWS). Lo scopo è parlare degli affari del settore, farsi ispirare e godere di una destinazione decisamente avventurosa.

Prodotto dalla Adventure Travel Trade Association, il Summit è rivolto a tour operator, scrittori e influencer di viaggi d’avventura, enti del turismo e partner industriali. Più che una semplice conferenza, il Summit è un raduno globale di un intero settore. Esso offre contenuti didattici approfonditi e grandi presentatori delle potenzialità del settore.

All’interno di questo contenitore ciascuno degli iscritti poteva scegliere alcune attività avventura in Toscana. Mugello&Tuscany è stato scelto dalla Regione Toscana per offrire servizi di Vacanza avventura in Toscana nel corso del Summit. Ecco la squadra degli iscritti per il pacchetto vacanza avventura nel Mugello. Caroline Australia, Laura UK, Nicola Canada, Shannon Canada, Dineke USA, Kirsten USA, Julie USA, Elin Islanda, Edmund South Africa. Tutte queste persone sono operatori turistici, blogger, giornalisti di viaggi avventura ed esperti di marketing turistico.

Cristoforo Colombo navigatore italiano ha scoperto l’America nel 1492. Ora sono gli americani e il resto del mondo a scoprire soprattutto l’italia. Non stiamo parlando solo della bellezza dei paesaggi, delle città d’arte e della cucina. Stiamo parlando del mondo delle vacanze avventura in Toscana.

Chi sono i temerari avventurieri contemporanei? Quelli che hanno partecipato alla scoperta della Toscana grazie al nuovissimo progetto Tuscany Adventure Times. Tale progetto raggruppa le offerte di turismo outdoor e di vacanze avventura in Toscana.  A Montecatini dal 15 al 18 ottobre 2018 Si è tenuto il prestigioso Adventure Travel World Summit. Si tratta della prima volta in Italia e la terza in Europa.

Alla Kermesse vacanze avventura in Toscana hanno partecipato 750 addetti ai lavori provenienti da 67 paesi di tutto il mondo.  Tour operator, giornalisti e scrittori di settore, influencer e Agenzie turistiche. E’ stato un appuntamento prestigioso ai cui Mugello&Tuscany ha dato un contributo prezioso.  Torneremo su quest’esperienza nel prossimo post.

Non si è trattato solo di discutere di questioni di turismo avventura. Infatti gli esperti arrivati a Montecatini, hanno anche avuto l’occasione per percorrere tutto il territorio regionale. Si sono così potuti fare un’idea delle vacanze avventura ideali in Toscana. Hanno potuto così vivere in prima persona le proposte legate a quello che viene definito il mondo dell’outdoor. Talvolta la scelta è caduta su attività decisamente adrenaliniche quali il Canyoning e l’hydrospeed.

Il castello o Villa di Cafaggiolo in Mugello è patrimonio UNESCO dal 2013. Il riconoscimento è stato dato insieme al castello del Trebbio e alla villa e parco Demidoff a Pratolino. Infatti i’attestato è relativo a castelli, ville e parchi medicei della Toscana. Il Mugello ne può vantare ben 3 ed è un piccolo record.  Qualche tempo fa abbiamo già parlato del castello del Trebbio. Il castello o villa di Cafaggiolo in Mugello è il tema di questo blog di Mugello&Tuscany.

La Villa di Cafaggiolo in Mugello fu una delle residenze preferite da Lorenzo il Magnifico. Essa fu realizzata dall’archistar dei Medici: Michelozzo Michelozzi già attivo in Mugello. Negli stessi anni infatti Michelozzo si trova a lavorare alla ristrutturazione del vicino Bosco ai Frati.  Altri edifici della zona su cui lavora Michelozzo sono le Logge Medicee e la chiesa di Sant’Andrea a Barberino.

Naturalmente la commissione della costruzione di Cafaggiolo avvenne per mano di Cosimo il Vecchio. L’aspetto era diverso da quello attuale. C’erano il ponte levatoio e il fossato ma tutta la struttura appariva ingentilita da uno stile più residenziale.  Dietro la villa è rimasto intatto un vasto bosco selvatico con mura. Esso era destinato agli svaghi della caccia a cui si dedicavano i membri della famiglia medicea.

La villa fu luogo di ritrovo della crema economico-culturale dell’epoca rinascimentale. La villa o castello di Cafaggiolo in Mugello fu soprattutto dimora dei soggiorni estivi e autunnali dei potenti signori di Firenze.

A Cafaggiolo Luigi Pulci declamava il Morgante e Lorenzo il Magnifico componeva rime, sonetti e canti carnascialeschi. Un suo  componimento famoso legato al Mugello è “La Nencia da Barberino”.  A Cafaggiolo soggiornarono il Poliziano, Marsilio Ficino, Pico della Mirandola e altri maestri dell’umanesimo.  nel 1515 vi sostò Leone X Medici figlio del Magnifico. Egli trascorse da bambino lunghi periodi di vacanza a Cafaggiolo con Papà Lorenzo e la madre Clarice Orsini.  Vi furono altri 2 papi della famiglia Medici dopo Leone X: Clemente VII e Leone XI. Degli ultimi 2 non ci sono tuttavia prove del loro soggiorno nella Villa di Cafaggiolo in Mugello.

Non è affatto una esagerazione parlare di Galliano meraviglia del Mugello. Come per altre zone del Mugello anche Galliano è legato alla nobile famiglia degli Ubaldini.  Intorno all’anno 1000 s’iniziò a formare il borgo ai piedi del castello detto Palazzaccio. Tuttavia gli Ubaldini possedevano anche l’antica villa del Monte. Qui è stata trovata un’antica iscrizione riferita a feudatari mugellani risalente all’inizio del XII secolo.  

Come altri tipici paesi toscani, Galliano meraviglia del Mugello era circondato da mura in pietrame di fiume. Il paese si trovava e tutt’ora si trova tra il fiume Sorcella e il Tavaiano. Entrambi oggi si gettano nel lago di Bilancino. Le abitazioni erano strette e lunghe e si affacciavano sulla via interna.  Come consuetudine per tutti i borghi fiorentini, la chiesa venne edificata fuori dalle mura. Ben prima dell’anno 1000 esisteva una chiesa intitolata a San Pietro e un piccolo monastero. Secondo la tradizione la nuova chiesa dedicata a San Bartolomeo apostolo fu inaugurata e consacrata da un personaggio eccezionale.

Si tratta del santo archivescovo di Canterbury Thomas Becket martire della fede. Egli si trovò a passare da Galliano nel 1163 e sembra officiasse il rito di inaugurazione e consacrazione della nuova chiesa di Galliano.

Veniamo al nome di Galliano meraviglia del Mugello. Qualcuno ha creduto di far risalire il nome ai celti o galli basandosi su qualche sporadico toponimo della zona. Tuttavia la dicitura “Borgum” o “Castrum Gallani” sembra riferirsi proprio al gallo. Infatti l’immagine del gallo si trovava almeno su una delle porte principali.

Galliano meraviglia del Mugello ha ospitato almeno in un paio d’occasioni persino l’imperatore Ferderico II e forse anche il nonno imperatore Barbarossa. Marco da Galliano famoso compositore e considerato cofondatore dell’opera è originario di questo paese.

Siamo nella meravigliosa valle del Mugello. Passato il castello di Cafaggiolo in alto sulla destra s’intravede il Castello del Trebbio. Entrambi i castelli sono diventati patrimonio universale dell’Unesco nel 2013 insieme alla villa e al giardino mediceo di Pratolino. Salendo per gli Ischieti sulla destra si apre una bella strada sterrata fra due ininterrotti filari di centenari cipressi .

Il castello del Trebbio del Mugello è uno dei pochi a conservare quasi intatta tutta la bellezza della costruzione medievale. Esso domina con la sua torre il piccolo villaggio circostante e la valle sottostante. Apprezzabile anche la vista sulla Fortezza Medicea di San Piero a Sieve sulla collina opposta.

Il castello del Trebbio  fu costruito intorno al 1427 da Michelozzo su commissione di Cosimo il Vecchio de’ Medici.   Esso venne realizzato sui  ruderi di un castello dell’XI secolo. Su questo stesso luogo si trovava già una torre longobarda dell’VIII secolo, posta a guardia di strategiche strade romane. Il Castello del Trebbio fu luogo di villeggiatura e di caccia più che roccaforte medicea malgrado l’imponenza delle strutture. Al tempo della peste del 1476 ospitò, fra gli altri un giovanissimo Amerigo Vespucci.

La via degli Dei congiunge Bologna con Firenze ricalcando l’antica via romana Flaminia Minor. Si tratta di una via militare fatta costruire dal console Caio Flaminio intorno al 187 ac. La strada seguiva il tracciato etrusco che collegava Bononia a Fiesole e Arezzo. Essa fu fondamentale per la sconfitta delle tribù dei liguri Apuani e Magelli che dominavano quei territori.

Questa strada segue esattamente il crinale spartiacque tra Savena e Setta. Superato il passo della Futa la Via degli Dei scende dolcemente fino al Mugello. Nel medioevo oltre alla più famosa via Francigena era operante anche questa variante transappeninica. Infatti molti pellegrini e viandanti del medioevo preferivano camminare in alto per potersi meglio orientare.

Ma da dove viene il nome Via degli Dei? Perché il tracciato passa da luoghi come Monte Adone, Monzuno (Mons Iovis, monte di Giove), Monte Venere ecc.

La Via degli Dei oggi è una delle principali attrazioni di turismo avventura dell’Appennino. Molti amanti della mountain bike e del trekking stanno riscoprendo questo antichissimo percorso gustando la bellezza incontaminata di questi luoghi.

L’intera traversata da Bologna a Firenze si può compiere in quattro/sei giorni a piedi (a seconda dell’allenamento e dell’abilità del camminatore), oppure in due/4 giorni in mountain bike. Noi consigliamo una divisione in 5 tappe di cui la terza e la quarta riguardano il Mugello. Per affrontare questa meravigliosa avventira consigliamo vivamente di dotarsi della mappa della Via degli Dei

Il tortello del Mugello Inizia dai campi di grano di questa meravigliosa valle. La farina costa sempre meno e sarebbe impossibile mantenere le coltivazioni se non fosse per i progetti locali che mettono insieme chi lavora la terra, chi trasforma le materie prime e chi vende il prodotto finito.

Se questo succede nel giro di pochi chilometri, possiamo anche parlare di filiera corta garantita. La farina del Mugello prende diverse strade. Per esempio un impiego di successo è stato quello del Pane del Mugello Granaio De’ Medici. In questo caso si è innescato un circolo virtuoso basato su proprietà alimentari e tradizione col recupero di semi di grani antichi autoctoni.

Tuttavia l’ultima frontiera dei sapori riguarda proprio il tortello del Mugello. E’ qui che s’incontrano altre produzioni locali quali uova, olio extravergine d’oliva e patate fresche. Questi sono anche gli ingredienti essenziali del tortello del Mugello. In più viene aggiunto del formaggio Grana Padano dop, prezzemolo, sale, pepe e noce moscata.

Per raccontare la storia recente del tortello del Mugello occorre entrare nel pastificio “La Fiorita” di Rufina. Il pastificio fa parte di una squadra nata quest’anno grazie alla collaborazione di Coldiretti. Eccoci arrivati al nome essenziale di questa squadra da primato enogastronomico: Il Granaio De’ Medici. Tale consorzio unisce ben 20 aziende del territorio valorizzando così le produzioni locali.

Unicoop Firenze ha dato uno sbocco essenziale  portando nei propri punti vendita i prodotti a marchio Granaio de’ Medici. Il Granaio De’ Medici è partito con farine, formaggi e pane. L’aggiunta del tortello del Mugello ha reso sempre più ricca l’offerta. I turisti che si trovano a far la spesa nell’area fiorentina possono cercare i prodotti Granaio dei Medici nei supermercati coop.

Seguite questo articolo e vi renderete conto che non potete mancare una visita al Bosco ai Frati in Mugello.

Intorno al VII secolo i monaci di San Basilio eressero una cappella ed un locale per i pellegrini. I monaci di San Basilio restarono in questo sito fino all’anno 1012. Poi il Bosco ai Frati rimase in stato d’abbandono per circa 200 anni. Ai primi del duecento gli Ubaldini potenti feudatari del Mugello chiamarono a risiedervi i frati francescani.

Nel 1273, Fra’ Bonaventura da Bagnoregio, che in seguito verrà fatto santo, ricevette gli emissari di Papa Gregorio X. Il papa aveva mandato, le insegne ufficiali per crearlo cardinale. La storia ufficiale narra che Fra’ Bonaventura era intento a sciacquare piatti e pentole. Ciò avveniva in un grande catino di pietra, tuttora presente nel convento. Fra Bonaventura non fu per nulla impressionato dalla nomina cardinalizia. Infatti chiese agli emissari papali di appendere le insegne ad un ramo di un albero di corniolo perché voleva terminare quel suo lavoro. Anche l’albero di corniolo è tuttora esistente nell’orto del convento.

Il 1348-1349 furono gli anni della grande peste in tutta Europa. Così i frati francescani abbandonarono il convento, per la prima volta. Altre due volte i frati francescani abbandonarono il convento : dal 1810 al 1815 e dal 1866 al 1870. La prima per le coercizioni di Napoleone e la seconda per le leggi del nuovo Regno d’Italia sulla soppressione dei conventi.

Nel 1420 con Cosimo “il Vecchio”, la famiglia dei Medici, acquistò un vasto latifondo nel Mugello. Della proprietà acquistata faceva parte anche il convento del Bosco ai Frati. Infatti, come più volte ribadito anche in questo blog, i Medici erano originari proprio di queste terre. Con bolla di Papa Martino V, nel 1427, dopo circa 80 anni di abbandono, i frati francescani fecero ritorno nel convento.

Parlare del caffè del Mugello è certamente qualcosa d’iperbolico. Tuttavia non potrebbe essere così se si pensa alle macchine da caffè. Infatti La Marzocco un’azienda leader mondiale nella produzione di macchine da caffè ha la sede proprio nel Mugello.

Durante il London Coffee Festival, la celebrazione annuale dello specialty coffee, l’azienda mugellana ha ottenuto numerosi riconoscimenti.

1° posto per il “Most Innovative Product, Industry”
1° posto come “Favourite Key Feature”
3° posto per “Highly Recommended Key Feature”.

I risultati raggiunti nella capitale inglese confermano il ruolo di primo piano de ‘La Marzocco’ nella scena specialty coffee mondiale. Sono il frutto dello straordinario lavoro de La Marzocco UK e della costante partnership con i colleghi internazionali.  Il London Coffee Festival (12-15 aprile) anche per il 2018 ha confermato di essere un evento imperdibile per gli amanti del caffè. Anche i più esigenti e coloro soprattutto che lavorano nella scena del caffè.

Ecco una buona ragione per visitare il Mugello. Infatti i “Borghi più belli d’Italia” dopo Scarperia, ora include un altro paese del Mugello: Palazzuolo Sul Senio. Forse non tutti sanno che I Borghi più belli d’Italia è di fatto un club. Esso riconosce i piccoli centri italiani di particolare interesse artistico e storico. Questo club à nato nel marzo 2001 con l’intento di contribuire a promuovere e conservare piccoli centri fuori dai principali circuiti turistici.

Il merito è principalmente della cittadinanza ma anche dell’amministrazione guidata dal sindaco Cristian Menghetti. Infatti già 4 anni fa il consiglio comunale ha votato la presentazione della candidatura alla sede romana del club. Solo nel luglio 2018 quindi poche settimane fa vi è stata la conferma della certificazione a seguito di accurata visita di studio.  

La certificazione dei Borghi più Belli d’Italia avviene tramite una capillare valutazione del centro storico del paese. La commissione ha particolarmente gradito il borgo medievale, la fruibilità dell’alveo fluviale, i musei e il decoro degli spazi pubblici. Importanti nella valutazione sono risultati anche il verde pubblico, i giardini privati, le vie pubbliche pavimentate, l’albergo diffuso, negozi particolari, viabilità e i servizi offerti ai cittadini.

Naturalmente la commissione di valutazione ha dato anche precise indicazioni su miglioramenti da apportare. Il sindaco Menghetti ha ribadito che questi suggerimenti saranno i primi in agenda per la propria amministrazione. Allora ecco una buona ragione per visitare il Mugello. Dall’estate  2018 Palazzuolo Sul Senio dunque affianca Scarperia nella speciale lista dei Borghi più belli d’Italia.