Birra di pane del Mugello ovvero nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.

Da postulato della fisica a filosofia anti-spreco che del rifiuto fa virtù e lo rigenera come nuovo prodotto.

Il principio della birra di pane del Mugello è quello dell’economia circolare dal chicco al boccale. La ricetta è quella che porta sugli scaffali di Unicoop Firenze la birra di pane. Infatti in ogni bottiglia c’è mezza fetta di pane del Mugello.  Invece di scarto invenduto della cooperativa, viene utilizzato per produrre pangrattato e birra. Il tocco finale è stato la collaborazione con Walter Lenzi patron del birrificio Corzano di Barberino di Mugello.

Una birra di pane di qualità.

L’immagine della campagna Toscana nel mondo è affidata all’archetipo del suo paesaggio. In questo caso le immagini letterarie, dal “Gran Tour” fino ai turisti contemporanei che hanno deciso di comprarvi casa o passarci le vacanze, si è sovrapposta ai paesaggi reali.

A questo proposito si può davvero sostenere che la campagna toscana rappresenti il paesaggio armonico ideale. Esso ha radici nella rinascita comunale del medioevo che porta all’affermazione soprattutto di Pisa, Firenze e Siena. Poi il Rinascimento ne ha sublimato i tratti cristallizzandoli nel bello assoluto.

Tuttavia l’umanizzazione equilibrata del paesaggio trae origine dalla mezzadria tipica proprio della campagna toscana. La mezzadria rendeva necessaria la costruzione di case coloniche sparse nella campagna toscana. Ciascuna colonica era generalmente destinata a 1 o 2 nuclei familiari. Ogni casa colonica aveva in cura un numero limitato di ettari di terreno. Quindi la distanza tra una casa e l’altra non era mai eccessiva. Al contempo non si rischiava mai di avere un sovraffollamento di case ma tutto era ben armonizzato nella campagna toscana disponibile.