Madonna con bambino Giotto da Bondone 1290 circa – Pieve di Borgo San Lorenzo. Tra i capolavori artistici del Mugello non si può tralasciare la Madonna con bambino di Giotto da Bondone. La piccola tavola è collocata nella navata destra della Pieve di Borgo san Lorenzo. Si tratta di un reperto di soli 81,5 cm x 41 cm. Per molti questo dipinto è il più noto tra i capolavori artistici del Mugello. Collocato nella navata destra della Pieve di San Lorenzo, mostra la Vergine Maria. Essa appare rivestita di uno splendido manto blu mentre sostiene il Bambino Gesù. Del bambino purtroppo restano solamente le sue piccole braccia protese ad afferrare l’indice della Madre ed a accarezzarne il volto con tenerezza.

Questo frammento già nell’empireo dei capolavori artistici del Mugello, faceva parte in origine di una Maestà di maggiori dimensioni. Essa si trovava sull’altare maggiore dell’oratorio, vicino alla pieve borghigiana.  L’opera fu rimossa da questa sua sede per essere sottoposta a ripulitura e restauro. Tale azione ha portato alla luce una straordinaria qualità pittorica, un capolavoro di Giotto. L’unico dipinto rimasto in Mugello del grande maestro di Vicchio di Mugello.

Pur nelle ridotte dimensioni appare la plasticità solenne della posa della Vergine col volto non reclinato. La Madonna è viva, pronta a sorreggere e a mostrarci il Figlio, facendoci partecipi della manifestazione sacra.

L’articolo del blog precedente su BSL era incentrato sullo spirito del posto attraverso gli occhi interessati di un borghigiano. In quest’articolo invece voglio presentare Borgo San Lorenzo città d’arte.  E’ innegabile il ruolo di Borgo San Lorenzo città d’arte all’interno del Mugello. Vediamo come si è meritato questo appellativo partendo da un po’ di storia con l’aggiunta di 2 splendide chiese. Ma prima vorrei che vi godeste un’immagine d’insieme del paese attraverso questo breve video

storia
La storia di Borgo San Lorenzo città d’arte ha origini antiche. Nell’epoca romana esisteva un abitato piuttosto fiorente conosciuto con nome di Anneianum. Nel IX secolo il paese entrò sotto la sfera d’influenza della famiglia degli Ubaldini. Nel X secolo passoò sotto il controllo del vescovo di Firenze. Nel basso medioevo l’importanza economica di Borgo San Lorenzo città d’arte cresce considerevolmente. Nel 1351 la repubblica fiorentina dotò il paese di cinta muraria tuttora visibile. L’aspetto di Borgo San Lorenzo città d’arte si trovò così modificato in un assetto più moderno. La struttura delle mura fu ideata a forma rettangolare. Vi si trovavano quattro porte dotate di torri. L’asse viario tagliava longitudinalmente tutto l’abitato. Il punto d’incontro delle 2 vie principali era l’attuale piazza Cavour.

Basilica di San Lorenzo
Essa è rammentata già nel 934 ed è la chiesa romanica più grande del Mugello.
Alcuni dettagli nella muratura hanno suggerito che sorgesse su un preesistente tempio del IV secolo dedicato a Bacco. L’attuale chiesa è il frutto di una ricostruzione del XII – XIII secolo. La pianta è a tre navate divise da colonne e pilastri quadrangolari e una sola, grande abside semicircolare. Il campanile di forma esagonale irregolare, risale al 1263 .

Solitamente quando accompagno qualche turista a visitare Borgo San Lorenzo città d’arte passo sempre dalla pieve. Grande impressione fa sempre notare la costruzione del campanile direttamente sull’abside. Incredibile come per un gioco di forze il peso venga mirabilmente rilasciato a terra. L’eleganza del campanile risalta ancor di più con il piacevole alternarsi di diversi piani in cotto di monofore e bifore. L’interno presenta molti capolavori artistici di cui vogliamo sottolineare i seguenti.

Appena entrati non possiamo non notare la maestosità dell’abside decorata da Galileo Chini.  L’immagine che domina in stile bizantino è del Cristo benedicente fra i Santi Lorenzo e Martino. Galileo Chini è uno dei rappresentanti più illustri dello stile Liberty in Italia e nativo di Borgo San Lorenzo. Sull’altar maggiore si trova un bel Crocifisso ligneo del XVI secolo, proveniente dalla Chiesa di S. Francesco.  Sulla parete di fondo della navata di destra è appeso un crocifisso trecentesco dipinto su tavola. Sul primo pilastro di destra una Madonna su tavola attribuita a Giotto e databile intorno al 1290. Infine seguendo a ritroso la navata destra troviamo una “Madonna in trono col Bambino e Angeli” della scuola di Agnolo Gaddi  circa 1380.

La chiesa di San Francesco
La chiesa è ormai sconsacrata ma è possibile visitarla previo consenso degli attuali proprietari. Numerosi benefattori all’inizio del duecento diedero inizio ad un convento francescano. Si tenga presente che il santo d’assisi era ancora in vita in questo momento. Successivamente nel corso del XIII secolo la comunità conventuale fu oggetto di varie donazioni. Uno di questi lasciti fu di Folco Portinari, padre della Beatrice dantesca, risalente al 1287. Questa circostanza certamente consentì alla numerosa comunità religiosa francescana di iniziare la costruzione di una chiesa più grande.

La vasta chiesa presenta una facciata a capanna edificata in piccole bozze di pietra di cava. Sopra l’ingresso si trova una lunetta ogivale sormontata da una grande monofora a sesto acuta. Di notevole interesse è l’antica stupenda porta trecentesca, in solido legno di quercia. Sulla sinistra si vede la piccola ed elegante facciata della cappella seicentesca dedicata a San Sebastiano.

Entrando restiamo subito colpiti dalla grande navata della chiesa è veramente spettacolare: siamo in presenza di una autentica e preziosa aula predicatoria francescana, con copertura a campate lignee, costruita interamente in laterizio, che conferisce all’intero ambiente un caldo colore rosaceo. L’edificio, in tutta evidenza, ripete l’illustre modello della basilica superiore di San Francesco ad Assisi, anche se nel nostro caso, in omaggio ad una pressoché costante tradizione toscana, si rinuncia all’impiego delle grandi volte a crociera in favore della copertura a campate lignee, di più facile e sicura realizzazione.

Poco oltre la metà dell’aula si trova la grande porta (attualmente tamponata) che collegava la chiesa col chiostro del convento e che mostra uno splendido arco in laterizio. In prossimità dell’ingresso principale si trovano i resti, altamente significativi, di quella che doveva essere l’originaria decorazione pittorica delle pareti, secondo una consuetudine comune alle più importanti chiese francescane. Attualmente si possono ammirare alcuni pregevoli dipinti e delle sinopie di altri importanti affreschi che ricoprivano la parete meridionale.

Usciti dalla chiesa sarà opportuno segnalare, sul fianco destro, la presenza dell’antico portale d’ingresso al convento, purtroppo unico resto della grande recinzione sulla quale si appoggiava il lato occidentale del chiostro (ora completamente scomparso), dei quale rimane solo il perimetro, al cui centro si trova una vera da pozzo poligonale ottocentesca. Rimane l’ingresso alla sala capitolare del convento, composto da due splendide bifore con rosone polilobato e da una grande monofora centrale. I capitelli dei sostegni sono splendidamente scolpiti con motivi vegetali del più puro ed elegante gusto gotico.