Sono molte le aziende e i marchi che vendono i “tortelli tradizionali del Mugello”. Tuttavia molto spesso hanno ben poco della terra cui fanno riferimento.  Fa male vedere il nome tortelli tradizionali del Mugello in tanti marchi e su prodotti fatti con miscele di farine industriali. In più con uova la cui provenienza è a volte sconosciuta e con un ripieno realizzato col fiocco di patate.

Per tutelare la qualità dei prodotti del Mugello nell’estate 2017 è nata l’associazione di imprese “Granaio dei Medici – Prodotti del Mugello”. Uno dei primi prodotti ad essere tutelati sono stati proprio i tortelli tradizionali del Mugello. Innanzitutto i veri tortelli del Mugello sono in tutto prodotti ‘di filiera’ locale a cominciare dalla farina. Le uova sono prodotte in allevamenti a stabulazione libera e non hanno quindi sostanze dannose per l’uomo. Nel ripieno c’è la patata che viene da aziende agricole locali. Il fiocco di patata o altre miscele sono totalmente assenti.

Giacomo Tatti è il presidente dell’associazione d’imprese il Granaio dei Medici. Per ora sono già oltre 20 le aziende locali facenti parte del Granaio de’ Medici. Ci dice Tatti: “oltre ai materiali di filiera assolutamente locali e di qualità c’è la creazione del tortello che ci distingue”. Infatti i veri tortelli tradizionali del Mugello vengono rigorosamente fatti a mano. Continua Tatti:” ci sono persone che li preparano, li compongono e li tagliano. Anche l’artigianalità è indice d’eccellenza”.

Nuova vita al Battistero di Firenze. Il restauro dei marmi esterni è durato quasi due anni. Infatti è terminato nell’autunno 2015, alla vigilia della visita di Papa Francesco a Firenze. Ora un’altra operazione, altrettanto monumentale, sta per iniziare nel bel battistero di San Giovanni.

Per dare nuova vita al battistero di Firenze la pulitura delle superfici interne comporterà il recupero di colonne e mosaici. L’Opera del Duomo è responsabile della conservazione e della valorizzazione del complesso del Duomo e dell’annesso museo.

Appare ovvio che il restauro delle superfici interne avvenga sotto la sua direzione. l’intervento sta entrando proprio in questi giorni nel vivo con l’allestimento di grandi impalcature alle pareti marmoree. Una prima fase consisterà in saggi e prove di pulitura. Successivamente, si procederà al cantiere di restauro vero e proprio, della durata prevista di circa 15 mesi. 
 
A rendere l’operazione necessaria e non più rinviabile è lo stato dei marmi e delle altre strutture architettoniche del monumento. Col trascorrere del tempo, si sono notevolmente offuscati a causa dello sporco e dei depositi di fumo delle candele. Il restauro riguarderà inoltre anche la suggestiva raffigurazione dello Zodiaco. Infatti questa parte del pavimento è stata consumata da secoli di calpestio ma ritroverà presto il suo antico splendore.